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Architettura

ECO-INTERAZIONE

2016

HOUSING RESIDENZIALE, ECO_INTERAZIONE - PESCARA - anno 2016

l'Intervento parte dal concetto di living urban scape, migliorando la qualità dello spazio fisico anche attraverso un assetto sociale-culturale non più gerarchico.

Il progetto ruota intorno agli spazi comuni, dallo spazio pubblico, parco, e percorsi per la mobilità sostenibile, allo spazio semipubblico, piccole attività commerciali (botteghe) e accessi alle residenze, fino allo spazio delle residenze stesse che in alcuni casi si ritrovano a comunicare tramite zone d'uso collettivo.
Si configura come un ibrido, la corte urbana identifica uno spazio più raccolto esaltandone le interazioni sociali e accrescendo lo spirito di comunità, all'esterno il parco provvisto di due biolaghi.
L'intento è quello di evitare una disgiunzione netta come spesso accade con gli spazi pubblico-privato, il parco stesso è il progetto, è parte integrante di quelle che sono le connessioni sociali e funzionali.

Alla luce dei mutamenti della società, dei quali l'architettura ha il compito di essere non solo specchio neutro, ma anche dinamica "suggeritrice", l’idea di creare luoghi aggregativi dell’abitare e del “vivere” diventa la chiave fondamentale delle relazioni tra il terziario e il residenziale sviluppando; - uno: delle microeconomie locali, due: una autoproduzione e autogestione di energia, di prodotti deperibili, di cohousing.
Un polmone, un motore autosufficiente, distaccandosi da quelle che sono le tematiche commerciali-residenziali classiche, “abitare" il luogo attraverso una certa qualità della vita, e verso una mutazione del pensiero collettivo, arrivando a un multiculturalismo tanto atteso.
In una società complessa e ricca di individualità, in cui emergono culture e modi di vivere sempre più differenti, l’obiettivo da perseguire è quello di una accurata “trasformazione” del corpo scale, utilizzate non più come altalenante mezzo di fruizione, ma donando una vita propria a questi ambienti che diventeranno spazi di “interazione” tra le funzioni d’uso collettivo, spazi di incontro tra gli abitanti di uno stesso edificio un nuovo modo di vivere la “verticalità”.

Un nuovo modello di progetto urbano ed architettonico, una sperimentazione, una maniera di convivere simultaneamente all’interno di una logica progettuale plurifunzionale in cui la relazione tra vita pubblica, sociale e lavorativa e quella privata acquistano nuove conformazioni, indipendenti dal luogo e legate piuttosto ai nuovi modi di usare lo spazio alla scala urbana o architettonica.
Nuovi modelli di gestione sociale, cura degli spazi collettivi, aperti e chiusi, come dispositivo di ”interazione” collettiva, capace di sviluppare autoproduzione e autogestione, e soprattutto di creare legami e valori comunitari con una visione condivisa della vita, verso un cambiamento che punta direttamente la cultura delle persone, modificandone gli atteggiamenti individuali e aprendo una finestra verso quello che è il principio più “europeo” dell'abitare.

Gabriele Squartecchia ARCHITETTO